domenica 4 settembre 2016

STAINO CONDANNA LA VIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SUL TERREMOTO, MA DIMENTICA LA SUA SULLA TRAGEDIA DELL’AEREO PRESIDENZIALE POLACCO

Sisma all’italiana. Penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne - Charlie Hebdo n° 1258 - 31/8/2016
"Sisma all’italiana. Penne al sugo di pomodoro,
penne gratinate, lasagne"
Charlie Hebdo n° 1258 - 31/8/2016
Quello di chi è abituato a salire sul carro dei vincitori (governo Renzi) sembra un impulso irrefrenabile ad esibire la propria fedeltà al nuovo padrone. Sergio Staino, con il suo commento sulla vignetta di Charlie Hebdo, ne è una lampante conferma:

"Non è la prima volta che, per una scelta provocatoria, decidono di andare contro tutto e tutti in momenti di grande dolore. Ricordo una vignetta di Reiser di tanti anni fa, nella quale si ironizzava su un incidente di un pulmino che provocò la morte di diversi bambini. La cosa migliore sarebbe ignorarli, così si dà spazio a una vignetta che altrimenti sarebbe stata vista solo da pochi intimi… Charlie Hebdo ha voluto legare il vecchio stereotipo del Paese dei maccheroni alla tragedia, ma il risultato è di basso livello. Neanche un ubriaco o il pazzo di quartiere farebbe una cosa simile, che senso ha?"

Si tratta di frasi, probabilmente dettate da invidia professionale, che starebbero bene anche nella bocca di Giovanardi tanto sono mediocri, pontificanti e sprezzanti. Al contrario, crediamo che si tratti di una vignetta dolorosamente azzeccata per noi italiani. Ma ammettiamo che quello che dice Staino sia vero. Allora che cosa si dovrebbe scrivere su questa sua vignetta del 2010 che a suo tempo difendemmo?

Bobo dice a sua figlia: "Novantasei membri del governo polacco spariti in un colpo!". E lei risponde: "La solita storia: a chi troppo e a chi niente".
Il riferimento è all’incidente dell’aereo presidenziale polacco del 2010 in cui persero la vita 96 persone tra cui il Presidente della Polonia Lech Kaczyński, la moglie Maria, l'ex-presidente Ryszard Kaczorowski, il vice-Ministro degli esteri, diciotto membri del parlamento, il capo delle forze armate, diversi alti ufficiali, il presidente della Banca Nazionale di Polonia, funzionari del governo e rappresentanti del clero…

E’ evidente la malcelata soddisfazione di Bobo per l'eliminazione fortuita ed in blocco di un governo “reazionario”. Ma c’è di più: la risposta (fatta pronunciare ancora più cinicamente dalla figlia) fa trasparire l'invidia per il popolo polacco che in un sol colpo ha avuto la fortuna di liberarsi di siffatta classe dirigente, mentre all’Italia non capita nemmeno la buona sorte di liberarsi  perlomeno di Berlusconi, a quei tempi capo al governo.

Ma con quali parole si difese allora Staino? Con frasi diametralmente opposte a quelle sopra riportate e che si potrebbero usare perfettamente per la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto italiano. Eccole:

“Le parole di sdegno sulla mia vignetta mi sembrano dichiarazioni di persone abituate a cogliere queste occasioni per ribadire che la sinistra è 'cinica'. Basterebbe rileggerla con attenzione per capire che il dolore rimane, scappa solo un leggero sorriso che è poi quello della satira...
Non sono alle prime armi della satira, non volevo offendere, ho chiesto anche a mia moglie se poteva offendere... La battuta si brucia su quel ‘troppo’ che è un riconoscimento dell'enormità della tragedia".

Ma noi ci fidiamo di più dei disegnatori di Charlie Hebdo che della moglie di Staino...

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