mercoledì 23 febbraio 2011

AXTEISMO E CENTRO STUDI LIBERTARI: ULTIMI EREDI DECADENTI DELLA LIBERAL-DEMOCRAZIA E RESIDUATI DELL’ANTICLERICALISMO BORGHESE


Chi sono i protagonisti principali della presentazione del libro “Italy, Vatican State” che si terrà il 26 febbraio a Jesi? Il Centro Studi Libertari (anarchici nostrani) ed Ennio Montesi (Axteismo): una piccola armata Brancaleone dell’anticlericalismo piccolo-borghese e della liberal-democrazia in bancarotta. Ma in quale contesto avviene la presentazione di questo libro?

Jesi è lo specchio locale del fallimento delle velleità anarcoidi e progressiste in salsa social-democratica, della cosiddetta “sinistra” italiana: il sindaco Belcecchi, oltre alla “ordinaria amministrazione borghese”, spalleggiato dai due partiti sedicenti comunisti, si è macchiato di alcuni atti genuinamente clerico-fascisti: l’annullamento dello spettacolo della Hack al Teatro Pergolesi nel 2005 per la morte di Wojtyla, la rimozione delle nostre vignette satiriche su Maometto dietro esplicite intimidazioni di ambienti islamici ed infine l’eliminazione delle bacheche delle associazioni presso l’Arco del Magistrato, con la scusa di opere di ristrutturazione, in realtà solo per impedire l’affissione di manifesti "pericolosi".

In questo squallido e desolante quadro, spiccano su tutti gli anarchici jesini del Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”. Gli anarchici in generale ormai sono avviati irreversibilmente verso un pauroso processo di omologazione. La loro concezione individualistica e decadente della libertà (tra liberali e libertari ci sono solo poche lettere di differenza) si è pienamente impastata con quella degenerata, consumistica e commerciale dell’attuale dittatura capitalistico-televisiva.

Da anni è ormai evidente la loro strategia accomodante e compiacente tramite agganci e conoscenze con il potere locale che ha dato nel tempo “frutti” preziosi: una sede in una struttura comunale (le carcerette di via Posterma), l’assegnazione, a suo tempo, di una bacheca esclusiva, l’intitolazione a Sacco e Vanzetti, con tanto di targa, dei giardini delle Carcerette (sempre a spese del comune). Quest'ultima notizia, a suo tempo, fu pubblicata con un certo rilievo anche dal giornale clerical-reazionario “Voce della Vallesina”, a dimostrazione della contiguità effettiva tra anarchici e pensiero unico dominante.

“Voce della Vallesina” del 30 aprile 2006: il settimanale della diocesi di Jesi, pubblica la notizia dell’iniziativa degli anarchici jesini, in mezzo ad articoli e foto su preti, vescovi, madonne, messe, crocifissi, quaresima, pasqua, vangeli, via crucis, pellegrinaggi, cresime, pubblicità di articoli sacri ed altri vaneggiamenti tossici per la mente umana. Ognuno ha le compagnie che si merita…

Ovviamente il sindaco, tra una inaugurazione di una statua di padre pio e l’accoglienza in pompa magna di una statua della madonna che scende da un elicottero, è stato ben contento di neutralizzare un altro mito vuoto della sinistra borghese (Sacco e Vanzetti) mettendolo in vendita nel supermercato della corrotta e putrefatta società liberal-democratica.

L'attacco "anarco-islamico" nei nostri confronti. 
Notare il titolo del manifesto: un illuminante esempio
di "militanza" da bar dello sport, oltre che
di codardia intellettuale e politica.
Ma questo non è niente. Gli anarchici jesini si sono macchiati di "misfatti" ben peggiori. 
Quando il sindaco rimosse le vignette satiriche sull’Islam da noi pubblicate e nel momento in cui noi eravamo persino oggetto di minacce di morte da parte di islamici locali, gli anarchici “per solidarietà” ci attaccarono ferocemente con un manifesto in cui si diceva che “le vignette erano decisamente brutte”, che bisognava “affrontare le tematiche religiose affermando dei valori senza urtare la sensibilità di nessuno” (sic!), che “c'è modo e modo di essere atei, senza che questo sfoci nell'integralismo” (sic!), che noi eravamo “difensori intransigenti e fanatici di una non-chiesa” (sic!) e che “è un fatto positivo che i rappresentanti locali delle donne e degli uomini di fede mussulmana si sono fatti sentire perché si sono sentiti offesi nelle loro persone” (sic! sic!).

 
Una delle vignette da noi pubblicate
Che dire? Le prime frasi sembrano tratte da un comunicato di Forza Italia, mentre l’ultima sembra la brutta copia di un proclama di Al-Qaida, ma ahimè si tratta proprio di un articolo degli anarchici jesini! Mai lette frasi più insulse e reazionarie! (vedi GLI AMICI DELLA CENSURA - La triste parabola discendente di un gruppo di anarchici )

E pensare che furono proprio gli anarchici di Fano che, diversi anni fa, stamparono migliaia di adesivi, magliette, poster con la vignetta “Papa Wojtyla? No Grazie”? per la quale andarono sotto processo per vilipendio al papa. Per sostenere le spese processuali stamparono migliaia di libricini che anche noi comprammo per solidarietà e difendemmo con forza non solo la legittimità ma anche la necessità di una tale vignetta. Ma come mai le vignette satiriche sui cattolici sono da difendere, mentre quelle sugli islamici sono offensive? Misteri del credo anarchico! O meglio, nessun mistero: oggi i cattolici al massimo ti mettono sotto processo, mentre gli islamici ti condannano a morte e questo la dice lunga sulla “caratura” degli anarchici nostrani che decisamente non hanno nulla a che fare con quelli perlomeno coraggiosi e coerenti di fine ottocento.

Un'altra delle vignette "incriminate"
Ma l’apoteosi si è avuta circa un anno fa con il ricorso alle minacce, agli insulti e al tentativo di linciaggio fisico da parte degli anarchici verso un nostro compagno (vedi STORIE DI ORDINARIA FOLLIA ANARCO-FASCISTA). D'altronde, viste le premesse, la conclusione non poteva essere che quella del ricorso a metodi squadristi.

E cosa dire di Ennio Montesi (che interverrà alla presentazione del libro) e della sua personalissima creazione che è “Axteismo”? E’ l’espressione di quell’individualismo borghese oggi tanto in voga (facebook, blog personali, partiti politici con nomi di persone, ecc), il vertice dell’autoreferenzialità, l’ego al centro di tutto come paradigma della realtà. Basta andare nel suo blog per capirne la “levatura”. Nonostante sia di queste parti, non ha mai preso posizione in occasione degli avvenimenti sopra citati. Alcuni anni fa abbiamo avuto modo di collaborare con Montesi e con il suo sodale Luigi Tosti (il famoso giudice che si è giustamente rifiutato di svolgere il proprio lavoro sotto il crocifisso, mentre gli andava benissimo emettere sentenze in nome della criminale legalità borghese, della quale però poi è rimasto vittima), ma siamo stati costretti in seguito a troncare qualsiasi collaborazione visto la sconclusionatezza, la confusione, la bizzarria, l’assurdità e l’autolesionismo di tale movimento: basti pensare che pur di farsi pubblicità (che è la loro “cifra” maggiore: ogni occasione è buona per propagandare i propri libri) erano pronti ad ospitare nei propri blog interventi di personaggi inquietanti e assurdi come un certo Logica1 (per farsi un’idea cliccare qui) o esponenti di una certa Federazione Pagana (per farsi un’idea cliccare qui)!

In una sua lettera aperta, Montesi si rivolge a Napolitano e a Berlusconi, con le seguenti porole: "Illustri Signori Presidenti, confidando nella lungimiranza e nell’obiettività delle EE. VV". Che audacia! Che parole ardite! Termini da lacchè imperiali!

Cosa dire poi di quando Montesi pubblicò nel suo blog una nostra recensione ad un film (vedi RELIGIOLUS) senza nemmeno chiederci il consenso e senza mettere in calce la nostra sigla? Dopo le nostre rimostranze mise la sigla UAACS; alla nostra richiesta di metterla per esteso, lui, letteralmente terrorizzato dai termini “comunismo sovietico”, oltre ad una serie di insulti e contumelie via email, rispose seraficamente che nel suo blog “non si faceva politica”, ovvero la frase tipica dei qualunquisti, dei reazionari e di chi finge di non sapere che non c’è peggior politica di chi dice di non farne!  Insomma, un vero disastro!

E cosa c’è da aspettarsi da questo libro? Niente di nuovo. La solita solfa, insulsa e stantia. Senza la laicità, la democrazia è una scatola vuota”. Questo lo slogan dell’autore Michele Martelli, che campeggia nella locandina di presentazione. Peccato, perché si tratta di uno studioso di ottimo livello.

Laicità e democrazia, due capisaldi del dogma borghese! Ci vuole coraggio ad usare termini così ambigui, logori e ormai privi di qualsiasi significato, tanto che vengono usati tranquillamente dalle stesse religioni, dai neo-fascisti, dalla destra e dai clericali. Il termine laicità ormai rappresenta solo la vergogna, la vigliaccheria e la meschinità di chi non riesce nemmeno a definirsi ateo (ovvero un uomo normale). Per quanto riguarda la cosiddetta “democrazia” la conosciamo bene: la dittatura della borghesia, del capitale, della finanza e dei loro mezzi di comunicazione (Berlusconi docet), che stanno seminando bancarotte, guerre, disastri e fallimenti in tutto il mondo!

Ma sulla laicità e sulla democrazia facciamo rispondere a Lenin con parole che sembrano scritte per l’oggi, mentre sono di un secolo fa:

“Denunciare e perseguire instancabilmente gli attuali «lacchè diplomati dell'oscurantismo clericale», sia che agiscano in qualità di rappresentanti della scienza ufficiale o in qualità di franchi tiratori che si autodefiniscano pubblicisti «democratici di sinistra o di idee socialiste»".

E ancora:
“Particolarmente importante è tutto il materiale relativo agli Stati Uniti d'America, dove il legame ufficiale, statale, tra la religione e il capitale è meno appariscente. Però là risulta più chiaramente che la cosiddetta “democrazia moderna “ (innanzi alla quale si prosternano così inconsideratamente i menscevichi, i socialisti rivoluzionaci e, in parte, gli anarchici) non è altro che la libertà di predicare ciò che alla borghesia conviene che si predichi, e ad essa conviene predicare le idee più reazionarie, la religione, l'oscurantismo, la difesa degli sfruttatori, ecc.”

E infine:
"La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi...Solo i furfanti e gli imbecilli possono pensare che il proletariato debba prima ottenere la maggioranza alle elezioni; il proletariato deve prima rovesciare la borghesia, poi impadronirsi del potere: questa è la dittatura del proletariato".

UAACS
Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico