martedì 1 dicembre 2009

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA ANARCO-FASCISTA


Sabato 28 novembre 2009 verso le ore 18:00 presso il Palazzo dei Convegni di Jesi si è svolto il dibattito: “Laicismo, ateismo e clericalismo” organizzato dagli anarchici del “Centro Studi Libertari Luigi Fabbri”. Per ora non entriamo nel merito della introduzione del responsabile degli anarchici e della relazione di Francesco Paoletti, dell’UAAR di Roma: diciamo solo che un incontro delle suore Calasanziane di Ponte Buggianese sarebbe stato molto più audace. Ci ritorneremo.

In ogni caso alla fine del dibattito, poco dopo le ore 20:00 il responsabile del circolo anarchico, alla presenza di decine di persone, in uno stato di evidente alterazione psichica, ha iniziato improvvisamente ad urlare contro un nostro compagno dell’UAACS ad altissima voce e con tono minaccioso: “Tu mi hai rotto i co….ni, str…o, io ti spacco il c…o, ti acchiappo per strada, ti vengo a cercare a casa e ti ammazzo di botte”.

Incredulo ed allibito per una reazione tanto imprevista quanto immotivata il nostro compagno si è rivolto subito ad un noto ex-esponente di Rifondazione Comunista ed ex membro della Segreteria federazione P.R.C. Ancona, a cui ha chiesto di essere testimone delle ingiurie e delle minacce gravissime che gli venivano rivolte. Il picciotto, scusate, il noto esponente politico, ha risposto testualmente: “Io non sento, sono sordo” (sic!).

Poi il nostro compagno si è rivolto anche alla moglie di questo noto esponente politico, che a sua volta era stata Assessore ai Lavori Pubblici del Comune Di Jesi e membro del Comitato Politico Nazionale PRC, ma anche lei, emula del sublime esempio del marito, è rimasta in silenzio, nonostante il crescendo di insulti e minacce dell’invasato caporione del circolo anarchico: “Non venire più alle nostre iniziative e non provare più a criticare noi anarchici con i vostri articoli, altrimenti ti ammazzo. Informatore della Polizia (sic!). Traditore della classe operaia (sic!). Esci subito da qui se no ti spacco il c..o”.

C’erano almeno una decina di “ferventi discepoli” anarchici alcuni dei quali annuivano col capo, altri commentavano entusiasti e altri ancora guardavano minacciosamente il nostro compagno. Insomma era evidente il pericolo immediato di un vero e proprio linciaggio fisico, dopo quello morale. Pur avendo il diritto di restare in quel luogo pubblico il nostro compagno è stato costretto contro la sua volontà a lasciare la sala, mentre le urla del forsennato bakuniano continuavano così forti che potevano essere ascoltate anche dai passanti del Corso della città che infatti si fermavano e voltavano verso l’ingresso per vedere cosa succedesse.

Una noticina di costume meritano i due insulti veramente patetici, anche se tremendamente seri: “informatore della Polizia e traditore della classe operaia”.

Gli anarchici, come è risaputo, sono più anticomunisti di Forza Italia e Forza Nuova messi assieme; sono gli stalinisti dell’antistalinismo ed infatti quando non sanno cosa dire tirano fuori la parolina magica: “Stalinisti!”.

Questa volta non l’hanno usata. Hanno fatto di meglio. Si sono comportati, in una sorta di transfert surreal-ideologico, proprio come gli stalinisti che esistono solo nel loro cervello e cioè quelli che sono stati inventati nei film e nella letteratura americana ed occidentale: brutti, sadici, rozzi e brutali e che rivolgono agli avversari politici menzogne grossolane e deliranti con il solo scopo di delegittimarli e poi liquidarli fisicamente. Complimenti! Una interpretazione veramente magistrale!

Ma noi non ci beviamo tale immondizia politica e siamo sufficientemente temprati dalla disciplina marxista-leninsta-sovietica da non spaventarci affatto di fronte a simili pantomime.

In ogni caso, a scanso di equivoci, l’UAACS per garantire l’incolumità dei propri membri, ha già sporto denuncia contro questo vero e proprio atto di squadrismo e banditismo politico; non si lascerà intimidire da queste pratiche di racket politico, con connotazioni paramafiose, continuerà a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica e denuncerà questa ed altre intimidazioni violente degli anarco-fascisti del Centro Studi Libertari.

Se in futuro dovesse succedere qualcosa ai membri dell’UAACS si saprà dove cercare i responsabili.

Degna della migliore commedia all’italiana in salsa siciliana, è stata l’interpretazione dei due finti comunisti nostrani. Quante volte “dall’alto dei loro ruoli istituzionali borghesi” avranno di sicuro “pontificato” contro l’omertà mafiosa che vige in alcune regioni del sud, salvo poi essere complici silenziosi di un linciaggio morale e di un tentativo di linciaggio fisico. Che figure sublimi di “compagni”!

Ma d'altronde che cosa aspettarsi da due ex-militanti di quel partito che bisognerebbe ribattezzare Rifognazione scostumista (viste le frequentazioni aristocratiche e gli squallidi personaggi che ne sono entrati a far parte durante il regno di Bertinotti) e che non poteva far servizio miglior al proletariato che scomparire definitivamente dal parlamento della dittatura borghese italiana.

UAACS - UNIONE PER L’ATEISMO ANTIRELIGIOSO E IL COMUNISMO SOVIETICO