mercoledì 12 agosto 2009

13 AGOSTO 1961: 50 ANNI FA LA COSTRUZIONE DEL MURO DI BERLINO


La commemorazione di una vergogna o una commemorazione vergognosa?
Il Fatto Quotidiano  ci "informa" che, in occasione dei 50 anni dalla costruzione del cosiddetto Muro di Berlino, il 13 agosto 1961, “tutta la Germania (sic!) si fermerà per un minuto per commemorare la giornata della vergogna”. Non sappiamo quante persone si fermeranno per un minuto, sicuramente non tutti, visto che in Germania ci sono milioni di persone che rimpiangono la Germania dell’Est e che alle ultime elezioni il partito Die Linke (in parte erede della SED ovvero del partito comunista della DDR) ha avuto una percentuale del 12%, arrivando a punte del 28-32% in ben 4 stati.

Ma si sa, un giornale borghese, per quanto rappresentante della "illuminata" borghesia radicalshic antiberlusconiana, è sempre un giornale borghese, anche quando pretende di raccontare “i fatti”, quelli percepiti però con la lente deformante delle leggi del capitale. E poiché i media borghesi moderni sono i più giganteschi spacciatori di notizie false, abbiamo persino qualche dubbio che in Germania esista una ricorrenza per celebrare la “vergogna” del Muro di Berlino, ma anche se esistesse sarebbe più che altro una ricorrenza semplicemente vergognosa.

Ma dove passava il “Muro di Berlino”?
Ancora oggi si sentono giornalisti, politici o intellettuali borghesi affermare con tutta sicurezza e senza il minimo timore di dire una castroneria che ”Il muro divideva in due Berlino e la Germania: da una parte c’era Berlino Est con la Germania orientale e dall’altra Berlino Ovest con la Germania occidentale” oppure “Il muro teneva prigionieri i cittadini di Berlino Est (sic!)” ed altre sciocchezze del genere.

Questa incredibile bufala è stato alimentata negli anni dalle ossessive litanie anticomuniste dei mezzi di comunicazione occidentali. Ecco come recitava, ad esempio, un servizio d’annata della Rai: “E’ da poco trascorsa la mezzanotte del 13 agosto 1961. L’esercito e la Milizia popolare, i Vopos, isolano Berlino Est (sic!), capitale della Repubblica Democratica Tedesca, dal mondo occidentale, stendendo uno sbarramento di reticolati”.
 
Il Muro di Berlino…Ovest 
 
Berlino Ovest (il semicerchio bianco)
era in pieno territorio della Germania
Est (RDT o DDR). 
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, diceva Goebbels che sicuramente se ne intendeva. Ma in questo caso basterebbe semplicemente aprire una vecchio atlante geografico per vedere che in realtà Berlino appariva come un piccolo cerchio diviso in due in piena Germania Orientale! Berlino Ovest ( il semicerchio bianco nella cartina) distava oltre 100 Km dal confine della Germania Occidentale ed era quindi una vera e prorpia enclave abusiva in pieno territorio della Germania comunista! E il muro che verrà costruito nel 1961 non “teneva prigionieri” i cittadini di Berlino Est (il semicerchio nero), che al contrario potevano muoversi liberamente in tutto il territorio dello stato, ma circondava solo ed esclusivamente Berlino Ovest!

D’altronde quando si fa della rozza propaganda anticomunista non serve dire cose vere, ma solo qualcosa “contro”, anche la più inverosimile, falsa, stereotipata o stantia perché è proprio questo che più fa effetto sulle deboli menti delle masse soggiogate dai padroni, dal clero, dalla tv e dal cinema occidentali. Un esempio recente è il film “Le vite degli altri”, che tanto piace anche ai radicalchic-libertari-centrosocial-libertini-anarcoidi-pseudocomunisti-progressisti-borghesucci-socialdemocratici.

L’errore di Stalin
Durante le conferenze di Yalta e di Potsdam si decise la suddivisione della Germania in quattro zone di amministrazione: sovietica, inglese, francese e americana. A dispetto del mito dell’inflessibilità dell’Urss di Stalin, i sovietici fecero una incredibile concessione: accettarono che a Berlino, nel bel mezzo della loro zona di controllo (la futura Repubblica democratica Tedesca, DDR o RDT), ci fossero ben tre eserciti di occupazione di potenze capitalistiche: quello francese, quello americano e quello inglese!

Per capire l’enormità della questione basta immaginare la stessa cosa al contrario. Sarebbe stata possibile, in piena zona di occupazione americana, a poca distanza dall’Austria e dall’Italia, una Monaco divisa in due parti, una delle quali sotto il controllo militare dell’Urss, per sempre? Assolutamente impensabile!

Si trattò di una grande ingenuità e di un grave errore, che minò alle fondamenta il futuro stato della DDR, dato che le potenze occidentali potevano agire pressoché indisturbate con la propaganda, lo spionaggio, il sabotaggio e le azioni controrivoluzionarie, proprio nella capitale del più importante paese socialista europeo.

Le debolezze sovietiche e il furto americano di Berlino Ovest
I sovietici si resero conto dell’errore e cercarono diverse volte di indurre i tre eserciti intrusi a ritirarsi da Berlino, affinché l’intera città potesse diventare parte integrante e capitale indivisa del futuro stato socialista, ma non seppero andare fino in fondo, a causa della criminale arroganza degli americani che erano disposti a scatenare un nuovo conflitto mondiale pur di mantenere questo avamposto imperialista nel bel mezzo di un paese socialista.

Nel 1948-49, durante il necessario quanto tardivo Blocco di Berlino Ovest da parte dei sovietici (ovvero il blocco di tutti gli accessi stradali e ferroviari) i tre eserciti usurpatori sarebbero stati costretti, prima o poi, ad abbandonare la parte Ovest della città.

Con la tipica arroganza imperialista, gli americani, gli inglesi ed i francesi decisero invece di aggirare il blocco organizzando un ponte aereo che violava palesemente e pesantemente lo spazio aereo della zona sovietica: ben 1.398 voli al giorno, una vera invasione aerea!

I sovietici, purtroppo, non fecero intendere agli americani che loro mossa equivaleva ad una dichiarazione di guerra e che ne avrebbero pagato le conseguenze, ovvero l’abbattimento di tutti gli aerei che avessero sorvolato la spazio aereo sotto il controllo sovietico, ma permisero passivamente il ponte aereo, subendo una cocente umiliazione.

L’Urss, il primo stato degli operai e dei contadini, aveva iscritto nel proprio DNA l’amore per la pace e per l’umanità ed era molto più responsabile rispetto ai paesi capitalisti che, al contrario, vedono nelle guerre una immensa fonte di profitti; ma questa connaturata vocazione del paese dei Soviet si trasformò allora in un grande debolezza (la stessa cosa avverrà in occasione della crisi dei missili cubani, in cui fu ancora una volta l’Urss a cedere di fronte all’illegittimo blocco navale statunitense in acque internazionali).

“La Barriera Antifascista”
A questo punto si scelse una soluzione di ripiego ovvero la costruzione del muro intorno a Berlino Ovest, la "Barriera Antifascista" ("Antifaschisticher Schutzwall"), come giustamente veniva chiamata, forse nella speranza che le tre potenze imperialiste occupanti abbandonassero Berlino Ovest. Alle ore 1:11 del 13 agosto 1961 la radio di Berlino Est inter­rompe la trasmissione «Melodien zur Nacht» per una comunicazione straordinaria:

«I governi degli stati del Patto di Varsavia si rivolgono al Parlamento e al governo della DDR affinché alla frontiera con Berlino Ovest entri in vigore un nuovo ordinamento in grado di impedire efficacemente ogni attività sovversiva nei confronti dei paesi del Blocco socialista, garantendo nel contempo una sorveglianza affidabile in tutta l'area che circonda la parte occidentale della città».

E non poteva che essere che così, visto che Berlino Ovest era rigurgitante di nazisti riciclati, soldati, funzionari e spie occidentali, che non avrebbero faticato molto ad uscire dalla città, trovarsi nel bel mezzo della DDR e portare a termine i propri piani criminosi.

Le verità nascoste dalla propaganda occidentale
Un gruppo di Giovani Pionieri in visita presso il monumento
che ricorda l'uccisione del soldato Reinhold Huhn.
Tra il 1961 e il 1989 ben ventisette soldati di frontiera della DDR vennero uccisi da colpi d'arma da fuoco. In molti casi le guardie di frontiera furono assassinate da soldati americani e da poliziotti di Berlino Ovest, ma anche da civili in fuga. 

Un ricordo particolare meritano Peter Gòring e Reinhold Huhn, ambedue uccisi presso il Muro di Berlino nel 1962. Peter Gòring venne colpito mortal­mente da una pallottola proveniente dall'Ovest il 23 maggio 1962 nelle vicinanze del cimitero di Invalidenstraße durante uno scambio di colpi d'arma da fuoco tra le guardie di frontiera della DDR e i poliziotti di Berlino Ovest, a causa di una fuga in atto.

Il soldato di frontiera Reinhold Huhn perse la vita il 18 giugno 1962 vicino al Checkpoint Charlie. Mentre Reinhold teneva sotto controllo diverse per­sone che stavano entrando in un tunnel per fuggire nell'Ovest, uno dei fuggitivi trasse un'arma e lo colpì a morte.

Reihnold Huhn e Peter Gòring furono eroi socialisti. Per loro e per altri soldati di frontiera uccisi, venne eretto un monumento commemorativo nel quartiere di Mitte dove venivano condotte le reclute delle truppe di frontiera, le delegazioni straniere e le scolaresche di giovani e bambini. La strada che vi passava accanto - la Schiitzenstraße - venne ribattezzata Reinhold-Huhn-Straße.

La scomparsa della storia  

Berlino Est, 13 agosto 1986. Scritta sul pannello:
"25 Jahre antifaschisticher Schutzwall"
(25° anniversario della Barriera Antifascista).
Tutto questo non può che farci prendere consapevolezza della inquietante evanescenza ed immaterialità del nostro “sapere” nei paesi democratici-capitalistici, di quanto la storia, il diritto, la morale e lo stato borghesi, siano in realtà una costruzione artefatta che ha come unico scopo la conservazione del potere politico ed economico della borghesia: distorcere, mistificare, falsificare e manipolare la storia e gli eventi è l’unica missione. 

  Ovviamente la storia della DDR è tutt’altra cosa rispetto alla solita pappa denigratoria, criminalizzante ed infamante che ci propinano gli storici e i media mondiali prezzolati dal capitale. In questo coro belante non mancano, ahimè, anche alcuni neocomunisti confusi, novelli stalinisti dell’antistalinismo, che usano le stesse categorie e gli stessi argomenti dei più reazionari anticomunisti.  
  
Certo, ci furono contraddizioni, errori, tradimenti, ma nella sostanza si è trattato di una esperienza eroica e gloriosa, conquistata a prezzo della vita di tanti compagni. Un’avanguardia proletaria che ha cercato, sull’esempio dell’Unione Sovietica, di creare una società senza classi, senza sfruttamento, senza privilegi e in cui non ci fosse posto per la menzogna delle religioni.

« La Repubblica Democratica Tedesca è uno stato socialista degli operai e dei contadini. Essa costituisce l’organizzazione politica della popolazione attiva della città e della campagna sotto la guida della classe operaia e del suo partito marxista-leninista. »(dalla Costituzione della DDR del 1974).





Una scena tratta dal film "Il silenzio dopo lo sparo" in cui la protagonista, con poche parole, sintetizza che cosa ha rappresentato veramente la DDR, alla faccia di film precotti, retorici, posticci e a senso unico, come "Le vite degli altri", brutte copie (un po’ imbellettate da intellettualismo borghese) della valanga di cinema fondamentalista anticomunista americano, che da oltre mezzo secolo imfesta la cultura occidentale: film patetici, involontariamente comici, puerili, rozzi, manichei, ottusi, dove tutti gli organi del corpo sono in azione, ad eccezione del cervello (cliccare qui per vedere le rarissime e lodevoli eccezioni).
UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico